Api e orti

Al via la collaborazione tra Conapi (Consorzio nazionale apicoltori) e Legambiente con l’obiettivo principale di sensibilizzare sull’importanza delle api come bioindicatori dell’inquinamento ambientale e sui principi dell’agricoltura biologica. A sancire l’impegno reciproco l’avvio del progetto API E ORTI, nato con la collaborazione dell’Università di Agraria di Bologna e attivo in tre città pilota: a Milano e a Potenza negli orti urbani e sociali di Legambiente e a Bologna presso l’area Caab-Fico.

IL PROGETTO API E ORTI 

Riqualificazione territoriale, coinvolgimento dei cittadini (giovani e meno giovani), bellezza, recupero dei beni naturali e artistici, stop al consumo di suolo, socializzazione, risposta a emergenze climatiche ed economiche: sono le parole chiave dei progetti sugli orti urbani avviati da Legambiente negli ultimi anni. Per dare concretezza agli obiettivi della collaborazione, il progetto pilota Api e orti  prevede il monitoraggio delle api negli orti di Legambiente da parte dei volontari dell’associazione.

Le famiglie di api collocate in questi luoghi saranno controllate e analizzate dalla primavera all’autunno inoltrato, per valutarne la SALUTE IN AMBIENTE URBANO, attraverso analisi di laboratorio in grado di individuare anche sostanze tossiche introdotte nell’ambiente. Accanto all’attività di monitoraggio, continueranno tutte le attività di sensibilizzazione ed educative che ormai da tempo caratterizzato gli spazi negli orti urbani gestiti da Legambiente insieme ad altre associazioni.

L’IMPORTANZA DELLE API

Se le api scomparissero dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita. La frase attribuita ad Albert Einstein è un avvertimento da non sottovalutare. L’apicoltura è un settore importante dell’agricoltura, eppure negli ultimi anni di api e di apicoltura si parla molto e purtroppo in relazione ai fenomeni distruttivi che hanno colpito questo insetto. Senza il lavoro delle api, le coltivazioni agrarie non avrebbero modo di diffondersi e la nostra stessa sopravvivenza sarebbe in pericolo, visto che buona parte del cibo che consumiamo dipende, direttamente o indirettamente, dall’opera di impollinazione. Le api sono straordinarie ed efficacissime impollinatrici e si è calcolato che circa il 70 per cento delle piante commestibili abitualmente consumate dall’uomo dipendano dall’azione impollinatrice degli insetti pronubi tra i quali l’ape è in assoluto il più efficiente.

Essendo i pesticidi i principali antagonisti degli insetti impollinatori l’agricoltura biologica rappresenta una risorsa preziosa per la loro salvaguardia

Ma sono anche meravigliose alleate dell’uomo, ecco perché di loro si parla. Attraverso il loro stato di salute possiamo misurare il grado di salubrità delle territorio in cui vivono e in cui viviamo: pochi sanno che nella Terra dei fuochi vengono utilizzati sciami di api per valutare la presenza di veleni nell’ambiente. Il loro raccolto di polline, molto più del miele, è in grado di raccontarci quanti veleni l’uomo ha distribuito, ecco perché le api possono essere straordinarie alleate in grado di segnalarci il livello d’inquinamento ambientale inducendoci a fare scelte, non più rinviabili, per difendere l’ambiente, la nostra stessa vita e il futuro del pianeta, dall’aggressione incontrollata della chimica.

API E AGRICOLTURA 

L’apicoltura è intimamente legata alla tutela dell’ambiente e della salute ed è un indicatore dei mutamenti climatici e della diffusione di pratiche agricole basate sul rispetto dei principi agroecologici. A partire dai primi anni duemila sono stati introdotti pesticidi di nuova generazione, tra i quali i neonicotinoidi. Nel 2008, in Italia si è verificata la prima massiccia moria di api, con la scomparsa in diversi areali del nord e centro Italia di oltre la metà del patrimonio apistico. Interi apiari si sono improvvisamente svuotati, centinaia di migliaia di api sono state sterminate, proprio a partire dall’inizio della stagione del raccolto. La comunità degli apicoltori è immediatamente corsa ai ripari, attivando tutti gli strumenti di conoscenza e studio, e in breve tempo si è giunti alla conclusione che proprio la concia dei semi di mais con neonicotinoidi aveva determinato la strage.

La relazione tra uso di neonicotinoidi e moria api è stato dimostrato

L’evidenza della relazione tra uso di neonicotinoidi e moria delle api ha indotto il governo a limitarne l’uso. Di sospensiva in sospensiva sono stati raggiunti alcuni obiettivi in merito alle possibili restrizioni nell’uso di queste sostanze, come l’emendamento approvato dalla Francia che vieta l’utilizzo di tutti i pesticidi appartenenti alla famiglia dei neonicotinoidi a partire dal 1 settembre 2018, ritenuti responsabili della moria di api, ma in Italia e in Europa manca ancora uno stop definitivo. Per questo bisognerà aspettare la fine dell’anno, quando la Commissione europea, insieme agli stati membri e lo Standing commitee on plants, animals, food and feed (Paff committee) decideranno sulla sospensione definitiva dei neonicotinoidi (clothianidin, impidacloprid e thiamethoxam). Una scadenza da seguire attentamente, chiedendo fin da subito un ruolo attivo da parte dell’Italia in Europa.

Come si produce il miele

Il miele è prodotto dall’ape sulla base di sostanze zuccherine che essa raccoglie in natura. Le principali fonti di approvvigionamento sono il nettare, prodotto dalle piante da fiori (angiosperme), e la melata, che è un derivato della linfa degli alberi, prodotta da alcuni insetti succhiatori come la metcalfa, che trasformano la linfa delle piante trattenendone l’azoto ed espellendo il liquido in eccesso ricco di zuccheri. Per le piante, il nettare serve ad attirare vari insetti impollinatori, allo scopo di assicurare la fecondazione dei fiori. A seconda della loro anatomia, e in particolare della lunghezza della proboscide (tecnicamente detta ligula), le api domestiche possono raccogliere il nettare solo da alcuni fiori, che sono detti appunto melliferi. La composizione dei nettari varia secondo le piante che li producono. La produzione del miele comincia nel gozzo dell’operaia, durante il suo volo di ritorno verso l’alveare (vedi foto a destra). Nel gozzo l’invertasi, un enzima che ha la proprietà di scindere il saccarosio in glucosio e fruttosio, si aggiunge al nettare, producendo una reazione chimica, l’idrolisi, che dà, appunto, glucosio e fruttosio. Giunta nell’alveare, l’ape rigurgita il nettare, ricco d’acqua, che deve poi essere disidradato per assicurarne la conservazione. A questo scopo, le bottinatrici lo depongono in strati sottili sulla parete delle celle. Le operaie ventilatrici mantengono nell’alveare una corrente d’aria che provoca l’evaporazione dell’acqua. Quando questa è ridotta ad una percentuale dal 17 al 22%, il miele è maturo. Viene quindi immagazzinato in altre cellette, che una volta piene saranno sigillate (opercolate). Il miele è per le api un alimento di “riserva”, nutrendosi di nettare e polline hanno la necessità di accumulare scorte di cibo. Così trasformano il cibo fresco dell’estate in un alimento a lunga conservazione. Anche il polline (foto a sinistra) viene raccolto dalle api, ma non serve per l’elaborazione del miele, ma come alimento proteico per le forme giovanili. Nel miele il polline è presente solo in piccolissima quantità, come componente accidentale.

Ditelo con un fiore

 

 

Anemone

Rappresenta l’abbandono ma anche la speranza e l’attesa.

Azalea

simboleggia gioia e speranza ma anche femminilità.

Bocca di leone

È il fiore ideale per esprimere un garbato rifiuto ad un corteggiare non gradito.

Bouganville

Esprime un sentimento di benvenuto

Bucaneve

È l’ideale per dare il benvenuto ad un nuovo nato o per sottolineare cambiamenti importanti nella vita

Calla

Esprime purezza e per questo viene usata spesso in occasioni di battesimi, comunioni e matrimoni. Comunica stima e amicizia

Crisantemo

Fiore simbolo della festa dei defunti. Il suo nome, in greco significa fiore d’oro: in Giappone è il fiore nazionale, in Cina è il fiore per eccellenza

Dalia

È il fiore simbolo della gratitudine, questo è il suo significato. Ideale da scegliere per ringraziare qualcuno dal profondo del cuore.

Fiordaliso

Nel linguaggio dei fiori porta il messaggio di amore o amicizia sinceri.

Fresia

Utilizzalo per mandare un invito per un appuntamento al buio, un fiore dal significato tutto da scoprire.

Garofano

È uno dei fiori più regalati dopo la rosa e, come lei assume significati diversi in base al colore. Rosso significa grande passione amorosa, rosa fedeltà e bianco ammirazione.

Gelsomino

Per un messaggio d’amore o per esprimere speranza di felicità

Gerbera

I diversi colori hanno significati diversi: il rosa simboleggia la giovinezza, è perfetto quindi da offrire ad una ragazza; il rosso, come sempre, amore; il giallo gloria e l’arancione allegria

Giglio

La leggenda narra che il giglio sia nato da una goccia di latte caduta dal seno di Giunone mentre allattava il figlioletto Ercole. Nella simbologia dei fiori, il giglio rappresenta la fierezza e la nobiltà d’animo

Girasole

Simboleggia la luce, la felicità e la gioia di stare al mondo.

Glicine

indica un sentimento profondo e duraturo.

Ibisco

indica un innamoramento immediato, il classico colpo di fulmine. Per dire a qualcuno/a che ti ha colpito e affondato.

Iris

. È da sempre simbolo di buone notizie, da utilizzare quando hai qualche novità positiva da comunicare.

Lavanda

Regalare lavanda corrisponde a dire: il tuo ricordo è la mia sola felicità. Adatto ad un amore perduto o impossibile.

Lillà

Il simboleggia un sentimento d’amore che cresce. È il fiore giusto da utilizzare per conquistare un nuovo amore.

Malva

Il suo nome in greco significa dolce e calmante. Non per nulla viene usato in. Usato per comunicare calma e tranquillità quando ce n’è bisogno

Margherita

Chi non hai mai fatto m’ama non m’ama sfogliando i suoi petali? Se regali una margherita stai chiedendo conferme ai dubbi amorosi, donala solo alla persona giusta.

Mimosa

Profumata e vaporosa, è diventata il simbolo della festa della donna proprio perchè fiorisce a inizio marzo. La mimosa è anche il fiore simbolo di forza. È perfetta per un omaggio a tutte le donne

Mughetto

Con le sue minuscole e candide campanelle è il simbolo della felicità ritrovata. È il fiore ideale per festeggiare una guarigione, una riconciliazione

Narciso

Chi non conosce la leggenda di questo giovane vanitoso annegato cercando di abbracciare la propria immagine riflessa nell’acqua? Questo fiore giallo sole va regalato a persone si vanitose, ma anche di ineguagliabile bellezza.

Non ti scordar di me

Piccolissimo fiore azzurro, simboleggia un arrivederci ma con promessa di amore eterno.

Orchidea

Un fiore bellissimo e sofisticato che incarna la bellezza, il fascino e la sensualità. Da riservare come dono ad una persona speciale a cui esprimere tutto il tuo amore, ma solo se sai di essere ricambiato.

Ortensia

Esprime amore sincero, così come il rosa indica come unica la persona amata. L’azzurro invece sta ad indicare che la ricevente è una persona dal carattere incostante e capriccioso, ma che tu l’ami ugualmente, così com’è.

Rosa

Assume significati diversi a seconda del colore. rossa è simbolo d’amore ,rosa gialla significa gelosia, inganno e tradimento, quella bianca purezza, innocenza o castità e quella rosa felicità ed ammirazione. Ma devi stare attento non solo al colore, ma anche alla quantità. Una rosa sola significa innamoramento, una dozzina che vuoi rimanere insieme per sempre. Se hai qualcosa da farti perdonare o devi scusarti diciotto rose sono il numero perfetto, venticinque vengono usate per congratularsi mentre tre dozzine indicano un innamoramento folle

Tulipano

Contrariamente a quanto si pensa, la patria di origine del tulipano non è l’Olanda (che l’ha reso famoso nel mondo) ma la Persia. Con un tulipano bianco chiederai perdono, con uno giallo offrirai un sorriso. Quello rosa esprime affetto, quello rosso, naturalmente, amore e passione.

Viola del pensiero

È il fiore degli innamorati, perchè si dice che nel disegno dei suoi petali è possibile scorgere il viso della persona amata.